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giovedì 2 giugno 2016

Recensione 18: Racconti che non hanno un titolo e altri sogni, Olga Gnecchi

  
  Ciao giovini!
  Come vanno le vostre letture?
  Io ultimamente leggo a singhiozzo: ho in lettura tante di quelle cose che potrei impazzire e le spilucco a poco a poco nei momenti liberi!
 In cartaceo sto per finire Territori Oscuri, mentre in ebook ho iniziato a leggere Phoenix - operazione Parrot, sono a buon punto con Il mio Angelo e ieri, dato che ultimamente ne ho una passione, ho finito di leggere una raccolta di racconti davvero carina: Racconti che non hanno un titolo e altri sogni, di Olga Gnecchi, di cui ho in lista anche il romanzo Sotto i suoi occhi.
Ecco, in questo post vi parlo proprio di questa breve ma intensa raccolta.

Poi ripenso alle parole della ragazza-passato che ho ben impresse nella mente: "Mentre la mia immaginazione si spingeva troppo oltre, tu rimanevi bloccato sul piano della realtà. Per questo motivo non siamo più riusciti ad incontrarci. Finora, s'intende. Abbiamo vissuto su due diversi piani dell'esistenza.. Io a un livello troppo alto, tu su quello più basso..."

  Racconti che non hanno un titolo e altri sogni è una raccolta molto particolare, che oscilla tra l'horror, il paranormale e il fantastico. Contiene cinque racconti, e tutti e cinque sono avvolti da un'atmosfera angosciante, che lascia sospesi nella tensione dall'inizio alla fine.

  C'è, però, una particolarità: i racconti non hanno un titolo. Sono introdotti solo da una citazione famosa che, in qualche modo, ne riassume il contenuto, e da un disegnino inquietante che fa da divisore, ma è anch'esso collegato al racconto e ne descrive un aspetto. Questo, per me che sono (fin troppo) attenta ai particolari, è stato un tocco di classe.
  Il fatto che i racconti non abbiano un titolo da un lato disorienta il lettore che, iniziando a leggere, non ha la minima idea di cosa aspettarsi dalla storia; per lo stesso motivo però lo incuriosisce, sensazione resa ancora più forte dagli incipit dei racconti stessi, che ci catapultano nel mezzo dell'azione senza esitare. Un esempio, per rendere l'idea:

"Un giorno decisi di morire.
Così, senza un motivo particolare. Ero semplicemente stanco di vivere. Non ne volevo più sapere."

  Questo, tra l'altro, è stato forse il mio racconto preferito di questa breve raccolta. Ovviamente non so indicarlo altrimenti, perché... beh, non ha titolo :')
  Le scene sono surreali, avvolte da un'atmosfera misteriosa e onirica.
. I personaggi sono tanti e grazie allo stile coinvolgente della scrittura riusciamo non solo a seguirli nelle loro vicende, ma a immedesimarci nei loro panni, provandone i sentimenti e restando più di una volta col fiato sospeso. 
  Il testo è curato e privo di refusi, lo stile è serrato e il ritmo è veloce e ben calibrato. Il tono è  spesso e volentieri ironico ma tragico, perfettamente in linea col senso dei racconti, brevi storie che racchiudono vite intere e che vogliono lasciare addosso un senso di angoscia e di irrisolto. E ci riescono.
  Consigliato senza dubbio.

☆☆☆☆☆

Alla prossima recensione 


2 commenti:

  1. Adoro le raccolte di racconti, soprattutto quando i racconti sono particolari come quelli che hai descritto. Insomma, devo dire che mi hai incuriosita tantissimo! Potrei farci un pensierino.

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    1. Anche io adoro i racconti... Poi vado anche a periodi e questo è quello delle storie brevi :P comunque sì, questa raccolta mi è piaciuta molto, sono certa che non ti deluderà se deciderai di leggerla ^_^

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