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domenica 26 luglio 2015

Teoriadelniente - Caldo, caldo, caldo


Caldo, caldo, caldo

Ci sono trentanti gradi, fa caldo e sei seduto su una panchina calda, in una calda stazione.
Hai scelto di fare un viaggio in treno perché di solito c’è aria che gira. Sei disposto a farti da un capolinea all’altro nella speranza di aria. Speri addirittura che sia accesa l’aria condizionata, ma non lo pretendi. Sarebbe troppo.
Nella tua speranza guardi l’orologio che scorre, le lancette girano, i tuoi maroni anche. Le goccioline di sudore ti solcano la schiena, inzuppando la maglietta. Maglietta che naturalmente è grigia. E tu sei un deficiente perché da grigia è diventata nera per l’acqua che stai buttando fuori.
Nel mentre una lucertola passa davanti alla panchina su cui stai sudando, si gira verso di te, ti guarda ed esclama: “Che cazzo di caldo”. Ti guardi intorno perplesso, nessun’altro sembra aver sentito; effettivamente il caldo fa brutti scherzi.

Poi una voce annuncia, perculante: “Il treno è stato soppresso”. E tu, lavato, torni a casa, a cercare aria nel tuo ventilatore.

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