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domenica 10 maggio 2015

Recensione 8 - Allucinazioni, Daniele Conventi

"Lei, però, rimane impassibile. Un breve sussulto, l'arma le cade. Null'altro ( sembra un burattino... una marionetta ). Il suo respiro si fa cavernoso( il vento in una tomba... in una tomba ). La stanza inizia a tremare ( i suoi occhi... ). L'espositore pieno di liquori sussulta ( rubini di sangue ). Le bottiglie si infrangono ( ...li ho visti...li ho visti ) sputando ruscelli di liquido rosso. La finestra s'infrange in un'esplosione di vetri e d'improvviso un forte vento tenta di trascinarmi fuori dalla stanza ( un buco nero... un buco nero nella stanza ), verso di lei. Mi aggrappo al bancone del bar, inchiodato alle assi del pavimento ( non voglio cadere! non voglio cadere! ). Mi sento come se rischiassi di cadere di sotto da un palazzo. Rimango appeso al mio appiglio per non essere portato via. Lei ( è uno spettro... uno spettro )avanza come nulla fosse.
Non cede al vento, non si aggrappa a nulla. Cammina come se nulla fosse. Solo la mantella si agita, i lembi tirati lasciano scoperte le spalle ed il collo bianco ( solo ossa, sembra fatta di sole ossa ). Il cappuccio le si scompone appena, giusto per permettermi di dare un altro fuggevole sguardo al suo ( occhi di brace... antri dell'inferno )." 

"Allucinazioni", opera di Daniele Conventi, è una raccolta di cinque racconti horror-thriller edita da Narcissus. Qui potete leggere la sinossi dei racconti ed acquistare l'ebook. 

Già guardando la copertina non possiamo fare a meno di provare un brivido e una forte inquietudine. La stessa che ci accompagna durante la lettura dell'intero volume: si tratta di cinque storie dal retrogusto horror-thriller, più o meno lunghe e articolate, che ci raccontano cinque situazioni totalmente diverse, ma tutte legate da uno spesso filo conduttore: l'allucinazione, la paranoia, la persecuzione del protagonista da parte di figure  perverse... o talvolta da se stesso.

Le storie sono tutte ben strutturate, anche le più brevi; i personaggi sono analizzati nei dettagli della loro psicologia grazie all'uso della prima persona, anche se non esclusivo: c'è, infatti, un continuo passaggio da un punto di vista interno a uno esterno, perfettamente funzionale allo sviluppo della storia, che rende la narrazione dinamica. 
In questo modo l'autore crea uno stile ansiogeno, serrato, assolutamente coinvolgente.
Ne sono un esempio le frasi inserite tra parentesi, brevi e accavallate tra loro, che riportano in libertà quasi come un flusso di coscienza i pensieri dei personaggi e creano nel lettore un senso di vuoto, di attesa, di ansia crescente.
In altri punti, però, Daniele Conventi rende il suo stile disteso, rilassato, descrivendo con ironia e leggerezza scene di vita quotidiana in cui quasi ci si può riconoscere, dimostrandosi, grazie a questo eclettismo stilistico, estremamente talentuoso.

Alcune delle storie, come "Incubus Hotel" e "Due Mondi", sono più vicine al paranormale; altre, come "Mi senti?", "Persecuzione" e "Gli Orchi" sono verosimili, cosa che le rende ancor più inquietanti. 

Tutte le storie lasciano col fiato sospeso fino alla fine e, più di una volta, con l'amaro in bocca dopo il finale; non perché questo ci deluda, anzi. Ma non voglio anticiparvi nulla. 

Ciò che mi è piaciuto di più di quest'opera è stato lo stile dell'autore, che mi ha tenuta sulle spine dall'inizio del primo racconto alla fine dell'ultimo. E' difficile per me dire quali delle storie mi sia piaciuta di più. 
"Mi senti?", forse, per le grandi sensazioni che è riuscita a darmi nonostante sia la storia più breve; "Due mondi", probabilmente, per l'intreccio strutturato magistralmente. "Persecuzione", sicuramente, per il finale.

6 stelle su 5... anche se non si può! 

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