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sabato 9 maggio 2015

Estratto: La tua storia, Alessandra Rinaldi

Titolo: La Tua Storia 
Autore: Alessandra Rinaldi
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"DAL DIARIO DI ALESSIA.

Martedì 27 febbraio 1996 ore 14,00

E' difficile cominciare a scrivere così. Una persona pensa di avere tante cose da dire poi, quando si trova con il foglio bianco, non sa mai da che parte cominciare.
Naturalmente, tutti i miei pensieri, sia quelli che riuscirò a scrivere che gli altri, sono rivolti a te.
Spero solo che, dovunque tu sia adesso, possa continuare a vedermi, ad ascoltarmi. Mi piace cullarmi nel pensiero che, nonostante tutto, possiamo essere ancora vicini. Sicuramente è un modo per sentirmi meno sola. Sono stanca. Molte cose non hanno più senso. A volte vorrei essere lì con te. Lo so che è assurdo, ma tu hai scelto la strada più facile, lasciando a me la più difficile. Non voglio dimenticare nulla di quello che ci riguarda: ne' i momenti belli, ma nemmeno quelli brutti. Spero che il tempo passi. Spero di riabituarmi a stare senza di te.

30 Settembre 1995

…cosa faccio ora? Tornerò nel mio paesello di campagna per rimettere insieme i pezzi della mia vita.............

Ottobre 1988

“Uffa, Donatella! Non so come hai fatto a convincermi a venire a fare jogging con te! Mi sembra di non avere più le gambe e faccio fatica a respirare.”
“Alessia! Questo da te, no! Vai in palestra cinque giorni alla settimana e non sei in grado di fare una corsettina!”
“Quella che stiamo facendo, non è una corsettina, è una galoppata! In ogni modo, non è questo che mi spaventa, mi preoccupa il fatto che non avrò un secondo per riposarmi dato che dovrò essere di nuovo a casa tua fra meno di due ore. Ci andiamo, vero, al Biancaneve?”
“Ale, quante volte siamo mancate dall’inizio di Settembre? Ormai se non ci siamo noi, non aprono nemmeno il locale. Giurami, però, che torneremo presto. Almeno una sera alla settimana vorrei essere a letto prima dell’alba”
“Dona, non dirlo a me! Io di giorno, non ce la faccio! Mi sembra di dormire sul posto di lavoro, ma è una discoteca dove ci si diverte troppo, quasi come quest’estate a Riccione!”
“Ale, non esagerare. Niente può essere paragonato all’estate che abbiamo trascorso a Riccione”
“Ok. Però adesso me ne vado a casa. Ci vediamo fra due orette”
Mi metto al volante e guido lentamente.” Sono fortunata ad avere un’amica come Donatella” penso “non ci conosciamo da molto, anzi ci conosciamo dall’estate scorsa, però ci siamo trovate subito così in sintonia!!!” Questi pensieri mi fanno fare un tuffo nel passato…….

Luglio 1987

Che estate calda! Che bella! Noi ci stiamo divertendo tantissimo. E’ stupendo avere una schiera di amici così speciali. Ci conosciamo ormai da tantissimi anni e, anche se abitiamo in paesi diversi e abbiamo frequentato scuole differenti, siamo veramente un gruppo affiatato. Siamo di età disparate: si inizia dai “piccolini”, di diciotto-diciannove anni, fino ad arrivare a noi “adulti” di ventiquattro. Alcuni ragazzi li abbiamo persi lungo il percorso e si sono aggregati ad altre compagnie, altri si sono fidanzati e non escono più con noi; all’interno del branco sono nate nuove coppie, che vediamo saltuariamente, ma generalmente riusciamo sempre ad essere in un numero considerevole per creare una comitiva chiassosa, con tanta voglia di condividere i piccoli problemi quotidiani, ma soprattutto tanto divertimento.
Fa parte di questa compagine anche mia cugina Silvia: chiamarla cugina non è esatto, lei non è solo una mia consanguinea: è la sorella che non ho mai avuto, è l’amica del cuore, è QUELLA CHE C’E’ SEMPRE!!! Se io sono felice, lei c’è, se io sono triste, è pronta a starmi vicino. E’ più giovane di me di qualche anno, ma questo non si è mai rivelato un ostacolo per la nostra complicità.
Il nostro punto di ritrovo è il Bar “Caffe’”. Da qui si sceglie dove trascorrere la serata. Può capitare che non si vada da nessuna parte e che si rimanga lì per ore a chiacchierare. Altre volte si decide per la discoteca: preferibilmente alla “Nuova Danza” E’ una serata afosa quando optiamo per quest’ultima: è un locale all’aperto per cui, con il caldo estivo, è perfetto. Il nostro arrivo non passa inosservato, come sempre, per il chiasso e le risate. Poi, come a volte capita, ci dividiamo un po’. Io sono in pista a ballare con Silvia, quando vedo passare un ragazzo fichissimo. Rimango folgorata immediatamente ma, come vuole la tradizione, lui non mi guarda neppure. Trascino Silvia fuori dalla pista e inizio la ricerca del “mio uomo”. Lo localizzo quasi subito: è semisdraiato su una poltroncina con una bionda che gli si strofina addosso in un modo indecente. Gli passo accanto mimando le mosse della bionda e facendo delle facce buffe, con Silvia che ride a crepapelle e, proprio in quel momento, lui si volta dalla mia parte e mi guarda. Vorrei morire! Mi ha vista! Adesso lo dirà alla sua ragazza e chissà cosa penseranno di me! Afferro mia cugina per un braccio e mi dirigo verso i nostri amici, che stanno facendo un baccano terribile al bancone del bar. Mentre Silvia racconta a tutti la mia disavventura, sento una leggera tirata di capelli…mi volto…MIO DIO!!! E’ LUI!!!! Un paio di occhi nerissimi mi fissano e, sulle sue labbra, spunta un sorriso divertito!
Il mio primo pensiero è che mi voglia rimproverare per la presa in giro alla sua ragazza, ma qualcosa non quadra! Se mi deve fare una ramanzina, perché sorride in quel modo?
Io, rossa come un pomodoro, comincio a recitare frasi senza significato “scusami…non avevo…non volevo…la tua ragazza……” “io non ho ragazze” mi risponde “mi sono molto divertito a vedere la caricatura che facevi di Sonia. In effetti è una donna leggermente invadente, dice di essere innamorata di me da qualche settimana e sta cercando in tutti i modi di farmi capitolare ma, lei lo sa benissimo, non è il mio tipo. Quindi sono venuto a ringraziarti, perché con la tua presa in giro, ha capito che si stava rendendo ridicola ed è tornata delusa dalle sue amiche. Io mi chiamo Angelo, e tu?” L'unica cosa che ho capito è che “quella” non è la sua ragazza. Non so perché sia venuto da me, non capisco se è rimasto colpito dalla mia goffaggine, però è bellissimo, per cui rispondo volentieri alle sue domande. Dopo qualche minuto, mi accorgo che, al bancone del bar, siamo rimasti solo noi: i miei amici si sono dileguati. Mi sembra un sogno essere con un tipo così affascinante, capisco che sto facendo la figura da imbranata, non parlo quasi e lo fisso rapita. Sicuramente il mio viso è molto eloquente, per cui si sente autorizzato a chiedere il numero di telefono e manifesta la sua intenzione di rivedermi."

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