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sabato 9 maggio 2015

Estratto: "Facemmo l'amore una notte di maggio", Domenico Andrea Schiuma.

Titolo: Facemmo l'amore una notte di maggio
Autore: Domenico Andrea Schiuma
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"Pazzo! Quel Lorenzo doveva essere veramente un pazzo, se aveva deciso, senza una valida ragione, di lasciare una ragazza bella come Natalia-davvero continuava a pensare che Natalia fosse bella?-. Questa era l'idea complessiva che il signor Nicola Mastrogiovanni si era fatto di quella faccenda. Gli montava una collera incredibile in testa, che gli veniva da dentro, dalle viscere. Sentiva un forte bruciore allo stomaco e all'esofago, come se avesse ingurgitato di botto una quantità non indifferente di alcool. Sentiva caldo, ma si rendeva conto che l'aria, fuori, era alquanto fresca. Era sudato. Sudato sulla fronte, sudato sul collo, sudato sotto le ascelle, tutto sudato. Non aveva compiuto alcuno sforzo fisico. Il sudore gli veniva tutto quanto da dentro, per la rabbia, per l'agitazione. Entrò nell'albergo. Fortunatamente a quell'ora-in realtà non era poi così tardi-il signor Spadone non si trovava alla sua scrivania. La chiave, il signor Nicola Mastrogiovanni, se l'era portata appresso. Salì rapidamente le scale e giunse alla sua camera. Nel frattempo continuava a sudare e ad adirarsi contro Lorenzo. Infilò la chiave nella serratura e aprì la porta. Entrò in camera. Probabilmente aveva fatto più rumore delle altre volte, ma non era dell'umore adatto per pensare al fatto che avrebbe potuto svegliare qualche eventuale ospite nelle camere accanto. Entrando, si buttò di pancia sul letto, che cigolò. Anche quello, avrebbe potuto disturbare, ma Nicola Mastrogiovanni continuava a non porsi il problema. Rimase così per qualche minuto, con il naso sul cuscino. Continuava a sudare e, soprattutto, a pensare. Poi si girò e dopo poco si alzò. Si moriva di caldo in quella camera, forse era il caso che aprisse la finestra. Dopo averla aperta, andò a sedersi sul letto. Prese un pacco di fazzoletti che aveva lasciato sul comodino. Ne estrasse un foglio di carta. Cominciò in quel modo ad asciugarsi il sudore. Prima la fronte, poi dietro le orecchie, poi il collo e le spalle. Così, a mente più lucida, ragionava. Lorenzo doveva essere un pazzo. Quello era poco ma sicuro. Federico era convinto che lui, in realtà, non avesse lasciato Natalia. Quest'ultima, invece, la pensava diversamente e, come lei, la pensava anche il signor Nicola Mastrogiovanni. Posto per buono, quindi, che Lorenzo non sarebbe tornato da Natalia, cosa significava, materialmente, questo? Che Natalia era libera. Chi, a quel punto, avrebbe potuto combinare qualcosa con lei? 
Prima di tutto, pensò Nicola, proprio Federico. In quei due giorni in cui li aveva osservati, a Nicola era parso che il rapporto tra Federico e Natalia fosse piuttosto ambiguo, specie da parte del primo. Forse lui nutriva un amore non ricambiato per la ragazza che, fino a pochi giorni prima, era impegnata. Con la scomparsa dalla scena di Lorenzo, Federico avrebbe potuto approfittarne. C'era qualcun altro, oltre Federico, a poter avanzare pretese di questo genere? Il signor Nicola Mastrogiovanni fu sorpreso dalla risposta che si diede. C'era lui, proprio lui."

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