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sabato 25 aprile 2015

Recensione 5 - Un fiume di guai, Eleonora Scali

"Al mondo ci stanno quelli che comandano e gli altri che ubbidiscono" intervenne l'uomo col panama . "E' questo il sistema, il resto sono chiacchiere. Tu vuoi sapere perché devi accurdarti cu' noi?" aveva una voce asmatica, quasi un sussurro lugubre e atono che mi fece venire i brividi, e scrollava il capo come se stesse parlando a dei bambini deficienti. "Mi domandi perché devi accurdarti cu' noi?" ripetè "Ora, noi una proposta onorevole ti abbiamo fatto. O-no-re-vo-le." ribadì, scandendo le sillabe. "E tu sei già fortunato che ti abbiamo fatto una proposta." 
Sottolineò il concetto numerico mostrando l'indice.
"Ecco perché devi accurdarti cu' noi." 

"Un fiume di guai", romanzo di Eleonora Scali edito per e-piGraphe, è un'opera vera tanto per la - purtroppo - verosimiglianza dei fatti narrati quanto per l'autenticità dei sentimenti che Viola, una giovane imprenditrice trentenne, si ritrova a provare durante tutta la narrazione.

Qui potete acquistare l'ebook o leggerne un estratto e la sinossi.

Il romanzo è molto ben scritto, in una prima persona vivace e molto partecipata. La narratrice è, infatti, la stessa Viola, che dal suo punto di vista ci racconta di come arriva alla scelta di metter su la sua attività, quella della Stella di Fiume, un piccolo porto turistico in cui, assieme al compagno Italo e sotto consiglio dei genitori, investe tutto il proprio capitale e le proprie forze.
L'intera vicenda ruota attorno a quest'attività; infatti è proprio qui che Viola viene a contatto con Nino Gerasa, che sarà soltanto la prima di una lunga serie di figure enigmatiche e truffatrici, pronte ad approfittare della disponibilità e dell'ingenuità dei proprietari per i propri interessi. Consulenti, avvocati, poliziotti corrotti e, in ultimo luogo, la mafia, padrona del territorio e delle istituzioni.

In poche pagine l'autrice è capace di sintetizzare tutti i dettagli della vita della protagonista e di farcene scoprire i particolari anche più lontani nel tempo, come la sua infanzia o il rapporto con i genitori, i suoi sentimenti e le sue relazioni, la sua carriera e tutti i particolari dei suoi pensieri.
I personaggi sono presentati nei dettagli, e ciò ci permette di delineare una società avvelenata da falsi valori, incarnata in un paesino di provincia in cui regnano il sessismo (che vede l'unico ruolo della donna come casalinga) e il maschilismo più spietato, il razzismo e la xenofobia.  

Importante ruolo all'interno di quest'opera la gioca la grande conoscenza dell'autrice dei meccanismi aziendali ed economici che concorrono al mantenimento di un'attività. Vi posso però assicurare che, anche se non si è esperti in questo campo, quasi tutto risulta chiaro e comprensibile (e ve lo dice una che, in questo campo, è totalmente ignorante).  

Il tema centrale di "Un fiume di guai", però, è quello della solitudine in cui lo stato lascia gli imprenditori di fronte ai soprusi, alla mafia, alle ingiustizie; del fallimento della legge contro l'illegalità e la corruzione, ma soprattutto dell'inutilità di lottare contro questa terribile realtà, perché, in ogni caso, è una lotta destinata al fallimento.

È un libro non per giovanissimi, ma molto gradevole e avvincente da leggere. 
4 stelle su 5 e in bocca al lupo a Eleonora :)

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