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martedì 21 aprile 2015

I nuovi talenti: Marco Ruberto

Vi presento Marco Ruberto, autore di Diario di un fumatore, che potete scaricare o di cui potete avere un assaggio qui. Io leggerò e recensirò l'opera a breve, quindi a presto con la recensione!


Conosciamo meglio Marco. Ciao! Innanzitutto, parlami un po' di te: chi sei, cosa fai nella vita, da quanto tempo sei appassionato alla scrittura?


"Sono Marco Ruberto, sono nato trent'anni fa in Svizzera ma dall'età di cinque anni vivo in Calabria, a Lamezia Terme. Attualmente lavoro in un'agenzia assicurativa ma la mia passione è sempre stata la scrittura. Già da quando ero bambino ho sempre sentito il bisogno di mettere su carta i miei pensieri, anche se mi sono deciso un po' tardi a tentare la strada della pubblicazione."

Quanto consideri importante l'uso dei social network per farsi pubblicità?

"Devo dire che non ho una grande simpatia per i social ma sono consapevole di quanto siano imprescindibili al giorno d'oggi per pubblicizzarsi. Pertanto faccio in modo di farmeli piacere, cercando di apprendere e imparare il più possibile."

Cosa pensi dell'editoria digitale e del suo rapporto con quella cartacea?

"Come per il discorso sui social considero l'editoria digitale imprescindibile al giorno d'oggi, anche perché permette di abbattere molti costi che alle volte sono un freno per le case editrici e di conseguenza per tante buone idee. Ma il profumo della carta continua ad avere sempre il suo fascino, quindi direi che l'una non esclude e non deve escludere l'altra."

Parliamo del tuo romanzo, "Diario di un fumatore". Da cosa hai tratto ispirazione per quest'opera?

"Ovviamente dal mio vizio, dal fumo! Tutto è partito dal fumo anche se poi ne è uscito un personaggio che mi ha permesso di riflettere sui nostri giorni e su varie dinamiche."

Se dovessi raccontarcelo in tre parole, come lo definiresti?
"Preferisco usarne una sola, che poi è la parola con cui vorrei che lo definissero i lettori: vero."
Cosa vuoi trasmettere al lettore? Quanto di te c'è in quest'opera?

"C'è fin troppo, almeno sul piano emotivo. Ciò che vorrei infatti trasmettere al lettore in realtà è ciò che vorrei trasmettere a me stesso. La mia più grande paura è l'apatia, ho il terrore che la mia generazione si lasci abbattere dagli eventi, dal fatalismo. Ritengo che la cosa più importante, ora più che mai, sia agire, con lucidità, senza paura, senza calcolare le possibili conseguenze positive o negative che siano. Il “caso” poi è sempre dietro l'angolo e non possiamo farci niente, ma questo non ci deve condizionare, dobbiamo sempre continuare a seguire il nostro percorso, consapevoli che potremmo inciampare e addirittura cadere, ma non per questo dobbiamo fermarci nella ricerca di noi stessi. La felicità poi è un'altra cosa, la si trova ogni giorno, in tutto ciò che vediamo e sentiamo. Questo è proprio ciò che sembra aver capito alla fine del romanzo il protagonista Morris."

Se vuoi, raccontaci qualche curiosità riguardo il tuo romanzo o il tuo percorso d'autore.
"Ho cominciato a scrivere questo romanzo effettivamente per smettere di fumare. Ero al lavoro e stavo leggendo un opuscolo in cui si diceva che il primo passo per combattere il vizio è impegnarsi in qualcosa. Così ho pensato di mettermi a scrivere nel tempo libero anziché fumare e dapprima ci sono riuscito. Poi pian piano è uscito fuori il personaggio, il romanzo ha preso forma e ho ricominciato a fumare normalmente!"

Quando e come hai deciso di tentare la strada della pubblicazione? Hai fatto molti tentativi prima di riuscire?

"All'inizio ero un po' restio a tentare la strada della pubblicazione, mi sentivo come se così facendo mi sarei messo troppo “a nudo”. Poi ho deciso in un attimo di farlo leggere a mio fratello (autore a sua volta) e il suo parere, oltre che i suoi consigli, mi hanno spinto a inviarlo a varie case editrici. L'ho mandato dapprima, senza convinzione, alle case editrici più rinomate. Poi ho deciso di fare una piccola indagine sulle case editrici e mi è piaciuta l'idea e lo stile di Lettere Animate. Ho inviato il manoscritto e mi hanno proposto una pubblicazione che mi ha reso entusiasta."


Hai altri libri pubblicati oppure “nel cassetto”?

"Questo è il mio romanzo di esordio ma ho altri libri nel cassetto, nell'armadio e soprattutto nella mia testa! Scherzi a parte dopo questa prima opera mi sono sentito un fiume in piena, idee su idee, grazie alle quali ho scritto già altri due romanzi, con uno sto partecipando ad un concorso mentre l'altro l'ho lasciato a “riposare” in attesa di decidere se vada bene così o meno. Ora sto già lavorando su un altro e cerco di appuntarmi tutte le idee migliori che mi vengono in mente così da svilupparle in futuro."

Come descriveresti il rapporto con il tuo editore?

"Senz'altro ottimo. La mia casa editrice Lettere Animate, grazie a Roberto Incagnoli e agli altri collaboratori, sono stati una piacevole sorpresa. Non credevo ci fossero persone con così tanto entusiasmo e vitalità nell'editoria e sono fiero di far parte di questo mondo. Ogni giorno ho la possibilità di confrontarmi con loro e con gli altri autori e non smettono mai di tentare nuove strade, nuovi percorsi per far crescere noi come autori e loro come casa editrice. Verso di loro mai ringraziamento è più sincero di questo."

Se dovessi dare un consiglio a uno scrittore esordiente che tenta la strada della pubblicazione, cosa gli diresti?

"Prima di tutto chiediti se è veramente il caso, se hai letto abbastanza e se sei sicuro del valore della tua opera. Se hai questi “requisiti” be', a questo punto dacci dentro, ma segui sempre la tua testa, le tue idee, non ti fare trascinare dalle mode o da ciò che pensi possa avere più successo"

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